lunedì 19 novembre 2018

LE TERRIFICANTI AVVENTURE DI SABRINA • STAGIONE 1

“ "Voglio la libertà e il potere." "Non te li darà mai. Il Signore Oscuro. Il pensiero di te, di ognuno di noi, con entrambi lo spaventa." "Perché?" "Perché è un uomo." ”

Sabrina è una ragazza per metà umana e per metà strega che al compimento dei suoi sedici anni deve fare una scelta: diventare a tutti gli effetti una strega e un membro della Chiesa della Notte prendendo parte al rito dell’Oscuro Battesimo oppure rimanere umana e continuare la sua vita frequentando la scuola di Greendale, i suoi amici e il suo ragazzo Harvey. Sabrina si trova in grande difficoltà perché scegliere una parte di sé significherebbe perderne un’altra. Come lei, anche le zie che l’hanno cresciuta sono in conflitto: se zia Hilda comprende i timori di Sabrina e mette in dubbio la sua stessa partecipazione al rito, zia Zelda spinge affinché Sabrina firmi il Libro di Satana ed entri a far parte del mondo magico. Nel frattempo, forze oscure molto potenti si agitano a Greendale in attesa che Sabrina prenda la sua decisione. 

Le terrificanti avventure di Sabrina è l’adattamento dell’omonimo fumetto a cura di Roberto Aguirre-Sacasa e Robert Hack, reboot del 2014 della serie a fumetti degli anni Sessanta Sabrina. The Teenage Witch, da cui prende il nome la serie tv degli anni Novanta. 

Entrambe le serie tv hanno in comune il percorso di crescita di Sabrina che deve conciliare la sua parte magica con quella umana e le problematiche che ne derivano ma, se la serie degli anni Novanta punta sulla comicità, Le terrificanti avventure di Sabrina preferisce tinte più oscure, dark e horror. 

Il più grande e forse l’unico aspetto positivo che ho trovato in Le terrificanti avventure di Sabrina è che si tratta di una serie tv che dietro la finzione, dietro un’ambientazione magica connotata in modo oscuro, si affianca alla battaglia delle donne per l’emancipazione contro il patriarcato. 

L’Oscuro Battesimo è un rito che permette a una strega di entrare a far parte della Chiesa della Notte e di ricevere grandi poteri con l’apposizione della sua sola firma nel Libro di Satana. Potrebbe sembrare uno scambio equo ma, in cambio del potere, una strega si sottomette completamente a Satana e rinuncia alla sua libertà. I dubbi di Sabrina nella partecipazione al rito derivano precisamente da questo, dalla consapevolezza che, per vedersi riconosciuta nella Congrega e per ottenere il suo potere, debba rinunciare alla sua libertà. Nella serie viene esplicitamente detto che Satana è un uomo e in quanto tale ha paura dell’idea che una strega (= donna) abbia sia il potere che la libertà. 

Sabrina è un personaggio ribelle, non è d’accordo con le imposizioni della Chiesa della Notte e dichiara esplicitamente di voler sovvertire il sistema per mantenere la sua autonomia e indipendenza. Il suo attivismo però non riguarda solo il modo magico ma anche quello umano, in cui fonda con le sue compagne di scuola il club Wicca. 

A ciò si aggiunge il fatto che il rappresentante di Satana nella Chiesa della Notte è Faustus, quindi un altro uomo, uno stregone molto potente che fa seguire alla Congrega la legge di Satana persistendo su una linea rigida e maschilista, spesso anche in modo dubbio. Il mondo magico è infatti regolato da dogmi ben precisi, tradizioni anche violente e sanguinose che vedono come uniche protagoniste le streghe, il cui ruolo si è così ben radicato nella mentalità della Congrega nel corso degli anni che esse stesse non si pongono nessuna domanda, non hanno dubbi, non mettono in discussione queste pratiche e la società retrograda nella quale vivono. 

Ho apprezzato tantissimo questa chiave di lettura della prima stagione, far cadere una società basata su principi patriarcali in cui l’uomo detiene il diritto di proprietà sulla donna, un tema affrontato a volte in modo molto sottile e altre in modo diretto ed esplicito. 

La serie affronta anche altre tematiche attuali come il bullismo, il sessismo e l’omofobia, ma non le ho trovate ben costruite e inserite nella storia come invece è stato fatto con il femminismo, un difetto che si ripercuote anche nella caratterizzazione dei personaggi. 

Tutti i personaggi della serie sono prigionieri di qualcosa che ne limita la libertà e per questo si ritrovano a dover lottare e ad affrontare situazioni molto forti: Susie è vittima di bullismo per il suo orientamento sessuale, Rosalind deve affrontare una maledizione che grava sulle donne della sua famiglia, Harvey deve fare i conti con un padre violento e dispotico, Ambrose non può venire meno alla sua reclusione, e Sabrina deve scegliere una parte di sé a discapito dell’altra. Di tutti questi personaggi però si conosce solo un determinato aspetto e la loro storia non va oltre a questo, non sono sfaccettati, approfonditi e non sono portavoce di altro se non della loro specifica problematica. 

Mi è piaciuto molto invece il rapporto tra Sabrina e Harvey: Harvey non è un personaggio che spicca per delle qualità particolari e Sabrina si trova in una situazione di maggiore controllo nella relazione, ma è comunque un rapporto equilibrato, in cui Harvey è sempre pronto a sostenere Sabrina nelle sue battaglie e Sabrina c’è sempre nei momenti di maggiore difficoltà per Harvey, e che non scade nelle tipiche dinamiche da teen drama. 

Un grande punto a sfavore dell’intera stagione è che la storia si svolge in modo molto, molto confuso e prende una direzione seria solo nelle battute finali. Nel mentre la trama vera e propria è soffocata dal fatto che ogni episodio sembra affrontare un determinato tema che si esaurisce nel suo arco temporale e che non trova riscontri importanti negli episodi successivi, senza contare veri e propri episodi a sé stanti. Ho fatto veramente difficoltà a seguire la storia e più volte mi sono ritrovata a chiedermi quale fosse la reale trama di questa prima stagione. 

Esteticamente la serie dà grandi soddisfazioni: dai toni scuri emergono pochi tocchi di colore come il rosso, l’arancione e il verde, e c’è un’interessante mescolanza tra elementi vintage e moderni che contribuiscono a rendere indeterminato il tempo in cui è ambientata la serie, un po' a riprendere le tante anime di Sabrina fumetto e serie tv nel corso del tempo. Mi hanno dato però un gran fastidio le inquadrature sfocate, che non rispettano alcuna logica: non sono soggettive che riflettono una condizione o un determinato stato psico-fisico del personaggio e non segnano il passaggio da una dimensione all'altra.

Le terrificanti avventure di Sabrina è nel complesso una serie abbastanza carina, terrificante il giusto, ma non presenta personaggi troppo interessanti e il modo confuso in cui è stata gestita la storia non riesce a coinvolgere e a tenere costante l’attenzione dello spettatore. Greendale intrattiene con le sue scenografie e racconta di società patriarcali da abbattere, ma non ha molto altro da offrire. Spero in una ripresa e in un miglioramento nella seconda stagione per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi e la chiarezza espositiva della trama perché sono molto affezionata a Sabrina e perché si tratta di una serie con del potenziale.


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Le terrificanti avventure di Sabrina (Chilling Adventures of Sabrina)
2018 - 10 episodi - 60 minuti - drama, paranormale