giovedì 6 dicembre 2018

GUSTAVE DORÉ E LA STORIA PITTORESCA, DRAMMATICA E CARICATURALE DELLA SANTA RUSSIA • L'ARTE NEI LIBRI

I più antichi cronisti riferiscono che verso l’anno undici o undici e mezzo un bell’orso polare si lasciò sedurre dal languido sorriso di una giovane foca, e che da questa unione innaturale nacque il primo Russo.”

Gustave Doré, artista francese del XIX secolo, nel corso della sua vita si cimentò con diverse tecniche artistiche (pittura, scultura, incisione, disegno, acquerello) ma raggiunse la fama e i risultati più importanti illustrando i grandi capolavori della letteratura di Dante, Ariosto, Cervantes, Milton, Coleridge, Tennyson, Poe, La Fontaine e Perrault.

Le sue litografie sono testimoni di una grande capacità tecnica e di un gusto tardo romantico esasperato ravvisabile nei paesaggi sublimi, nelle visioni orrorifiche e sovrannaturali, nei corpi plastici di stampo michelangiolesco.

Nel 1854, quanto Doré aveva ventidue anni, venne pubblicata per la prima volta in Francia la Storia pittoresca, drammatica e caricaturale della Santa Russia, un’opera satirica legata alla contemporanea Guerra di Crimea che vide Russia contrapposta a Francia, Inghilterra, Regno di Sardegna e Impero ottomano. Non fu la prima opera pubblicata di Doré: dall’età di quindici anni, infatti, il precoce e poliedrico artista aveva già pubblicato tre volumi interamente scritti e illustrati da lui.

La Storia della Santa Russia ebbe successo immediato. Doré si dimostrò ampiamente capace di condurre una narrazione per immagini e propose un volume ricco di soluzioni del tutto innovative dal punto di vista narrativo e grafico, tanto che oggi è riconosciuto come uno dei precursori del moderno romanzo grafico.

Gustave Doré ripercorse la storia della Santa Russia dalla sua fondazione fino al regno degli zar facendo leva sugli stereotipi nazionali e beffandosi della sua storia, risultando al tempo stesso comico e irrispettoso — come nella successione degli zar morti a causa di coliche renali, nell’inspiegabile fissazione con Costantinopoli e nel continuo richiamo alle glorie del 1812 —, ironico nelle lamentele contro l’editore riguardo a certe scene troppo osé che fu costretto a disegnare e censurare, chiedendo perdono al proprio lettore.

Doré sfruttò al massimo le potenzialità di grandi pagine bianche sperimentando sull’organizzazione delle vignette (piccoli riquadri, orizzontali, verticali, a tutta pagina), sul loro taglio (campo lungo, figure intere, mezze figure, primi piani, particolari e dettagli) e sul tono (comico, tragico, realistico, grottesco). Questa grande varietà fu di ispirazione anche per i primi grandi registi cinematografici del XX secolo, come Georges Méliès.

La stessa varietà si ripresenta anche nello stile adottato da Doré, per cui si possono trovare vignette anche nella stessa tavola in cui le figure sono rese con la sola linea di contorno, a silhouette, in modo sintetico, dettagliato o caricaturale.

Con la Storia pittoresca, drammatica e caricaturale della Santa Russia Doré realizzò un’opera ricca e vitale, un capolavoro immortale e un tassello fondamentale per la storia dell’arte e del fumetto.


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Storia della Santa Russia di Gustave Doré
Histoire pittoresque, dramatique et caricaturale de la sainte Russie
Eris Edizioni - 5 Ottobre 2018 - 125 pagine - € 25,00

Ho ricevuto una copia ebook del volume da parte della Casa Editrice in cambio di un onesto parere.

Il post è stato scritto facendo riferimento ai miei studi, con il supporto di manuali e appunti di lezioni di storia dell'arte e di storia del cinema.

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